Gli Archivi

19 marzo - 23 aprile 2023: Le voleur de moi-même

Nel gennaio 2023 la Fondazione Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Lucca Sviluppo hanno promosso e realizzato l'ultima mostra dell'artista Luciano Pera, curata dalla storica dell'arte Alessandra Trabucchi.
19 marzo - 23 aprile 2023: Le voleur de moi-même
Luciano Pera è un artista ‘terribile’, come terribili si dice che egli ami definire le sue opere migliori; terribile nel senso di straordinario, ma anche nel senso di colui che incute rispetto, soggezione, emozione intensa, estasi.
Dotato di curiosità per tutti gli aspetti del sapere, Pera ha iniziato la sua formazione a Lucca al liceo classico Machiavelli e al liceo scientifico Vallisneri, per poi proseguirla alle facoltà di Medicina delle università di Pisa e di Genova, agli istituti e accademie d’arte di Pisa, Lucca, Firenze, Genova e Parigi, alla facoltà di scienze umane della Sorbona. Ha così acquisito una cultura multidisciplinare, arricchita poi dalla appartenenza a istituti culturali di chiara fama (l’Accademia Tiburtina di Roma, la Fondazione Cini di Venezia, etc.), dagli incontri con grandi maestri, dalle molteplici esperienze acquisite nei suoi viaggi.
In effetti, Luciano Pera è un viaggiatore a tutto raggio: non solo nei vari rami degli studi, ma anche nello spazio, nel tempo, nell’arte e nell’animo.
E’ stato in Francia, dove ha soggiornato a Parigi e a lungo in Provenza e in Costa Azzurra, sulle orme di Matisse, Picasso e Chagall e loro epigoni, ma anche in Svizzera, Austria, Inghilterra, Germania, Jugoslavia, Spagna, Stati Uniti.
E’ uno di quei lucchesi che da sempre si spandono nel mondo, dove portano i valori di Lucca  -  materiali  (ieri i setaioli e i banchieri, oggi gli imprenditori e gli scienziati), artistici  (gli architetti, i musicisti, i poeti…), spirituali (i volontari, i ‘missionari’ laici e religiosi)  -  e poi tornano a Lucca, dove portano i variegati valori del mondo, le differenze che fanno crescere la città.
E’ andato a ritroso nel tempo, fino alle ere più lontane, mosso da interessi in antropologia, etnologia, paleontologia, botanica, condivisi con la moglie Rosy Beruti, biologa e naturalista, grazie ai quali ha scoperto forme espressive primordiali ed è rimasto affascinato dai segreti messaggi in esse nascosti o appena disvelati.
Questo viaggiare, questo desiderio quasi spasmodico di conoscenza sono stati nutrimento delle sue opere, che trovano ispirazioni molteplici: nel mistero e nella magia dei graffiti rupestri e nelle impronte fossili, nelle emozioni dinanzi al cangiare delle stagioni nelle campagne lucchesi e provenzali, nella bellezza delle opere degli artisti che lo hanno preceduto, nelle immaginazioni e speranze suscitate dalla scienza (astrofisica), nella meraviglia per i vari volti dell’umanità, negli affetti.
Ecco che, come la sua vita, anche la sua visione di artista si manifesta in espressioni poliedriche, grazie anche alla padronanza delle materie (legno, ferro, ardesia, cuoio, zinco, bronzo, marmo di ogni tipo, vetro, terre, vernici) e dei loro effetti cromatici, acquisita fin da quando, mentre studiava, frequentava la officina meccanica del padre e poi in continui esperimenti produttivi.
Così Pera è stato ceramista, gioielliere, scultore, grafico, pittore ed in ogni campo ha eccelso.
Decine e decine sono state le sue ‘collettive’ in Italia e all’estero e molte sono state le sue ‘personali’ in sale di prestigio in molte località toscane (Marina di Carrara, Pisa, Forte dei Marmi, Massa, Lido di Camaiore, Pietrasanta, Viareggio, Prato, Lucca etc.), italiane (Cortina, Potenza, Genova, Venezia, Roma, Assisi, Milano, Bologna, etc.) ed estere (New York, Montecarlo, Villefranche-sur-Mer, Biot, Antibes, Saint Paul de Vence, Vallauris, Chicago, Nizza etc.).
Pera è forse, nel campo delle arti figurative, l’unico artista lucchese contemporaneo di spessore internazionale (centinaia di articoli e saggi sono stati scritti da giornalisti e critici su di lui e sulle sue opere) ed al contempo radicato nella sua città di origine, dove ha avuto i suoi ateliers a Badia di Cantignano, paese di nascita, e poi in centro storico, in corso Garibaldi, in piazza S. Romano, in piazzetta San Pellegrino, punti di incontro di artisti e critici, e dove ha creato in via Galli Tassi una casa museo raccogliendovi le sue collezioni e parte delle sue opere, testimonianze le une e le altre della sua vita e della sua estetica.
La selezione delle opere disposte oggi nel Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca, gestito con la collaborazione della Fondazione Lucca Sviluppo, ente strumentale della prima, rappresenta, nella sua varietà, l’ennesimo viaggio di Pera, questa volta nel suo animo (“Le voleur de moi- mȇme”, il titolo) dove è condotto per mano   -  lui per il resto spirito creativo indipendente e mai imbrigliabile in categorie predefinite  -  dalla sua musa, Rosy, la moglie, con cui affronta la sorte da quasi sessanta anni, in un intenso connubio di affetto e intelligenza.
                        Andrea Palestini, Presidente Fondazione Banca del Monte di Lucca
Alberto Del Carlo, Presidente Fondazione Lucca Sviluppo
Preferenze cookie
0